N°3 / Ecologie de la création

Un romanzo d'inchiesta e di impegno civile : Perdas de fogu, di Massimo Carlotto.

Massimo Tramonte
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Massimo Tramonte

 

Un romanzo d'inchiesta e di impegno civile : Perdas de fogu, di Massimo Carlotto.

 

                                                                       Se ho avuto un sogno , é stato quello
                                                          di
dimostrare che la parola letteraria ha 
                                                          
ancora il potere di cambiare la realtà .

                                                                                                    (Roberto Saviano)

 

                                                                      Occorre violentemente attirare l'attenzione
                                                            sul presente così com'é , se si vuo
le trasformarlo .

                                                                                                        (Alberto Asor Rosa)

 

   Nel 2008 , l'anno in cui Carlotto pubblica Perdas de fogu ( E/O editori , Roma)  ,il collettivo di scrittori Wu Ming proponeva un « memorandum » New italian epic (NIE) , « letteratura , sguardo obliquo , ritorno al futuro » , che partiva dal presupposto che in Italia esiste un nucleo di scrittori « ….in viaggio almeno dai primi anni novanta . In genere scrivono romanzi , ma non disdegnano puntate nella saggistica e in altri reami e a volte producono oggetti narrativi non identificati . » Oggetti come Romanzo criminale di De Cataldo , che esce nel 2002 e Gomorra di Saviano , che esce nel 2006 , ai quali io aggiungerei , appunto , Perdas de fogu di Carlotto e di un collettivo di scrittori , Mama Sabot . Secondo i Wu Ming « ...questi scrittori non formano una generazione in senso anagrafico….., condividono segmenti di poetiche , brandelli di mappe mentali e un desiderio feroce che ogni volta li riporta agli archivi o per strada o dove archivi e strada coincidono ».1  Il dibattito a partire dal « memorandum » di Wu Ming é diventato poi generale entrando anche nelle università , soprattutto fuori dall'Italia , e per molti critici ha significato « il ritorno del reale » ( e del « sociale » ) nella letteratura italiana . Nel 2008 l'influente rivista Allegoria dedica un numero intero , il 57 , a questo dibattito e i curatori Raffaele Donnarumma , Gilda Policastro e Giovanna Taviani legano «  il ritorno alla realtà » ai numerosi e innegabili « segni di un esaurirsi delle poetiche postmoderniste » anche se continua , secondo Donnarumma « una persistenza postmoderna , che si rifa a modelli statunitensi » . Vengono citati alcuni autori , ma non Saviano-De Cataldo -Carlotto , tra cui Giuseppe Genna.2 Genna, un autore di romanzi noir , in un'intervista diceva che « ...l'Italia esprime la letteratura più all'avanguardia dei paesi industrializzati . Il suo contesto incivile implica una resistenza attiva , inventiva , una guerriglia umanistica ... ». Quello stesso anno usciva unAlmanacco Guanda intitolato Il Romanzo della Politica . La Politica nel Romanzo . Certo venivano citati precedenti illustri come Leonardo Sciascia o il Pasolini di Petrolio ma , conveniva il curatore dell'Almanacco  Ranieri Polese « questo processo di riappropriazione del reale dopo la stagione della  ' ' letteratura bonsai ' , come la definiva Goffredo Fofi ( scrittori ripiegati sul proprio ombelico , minuscoli casi di un privato racchiuso tra due camere e cucina , ripetitivi giochi d'amore consumati tra due/tre personaggi intercambiabili ) é ormai un fatto evidente»3. Questi scrittori , molti attraverso una letteratura di genere : « il noir » , cercano , se non di cambiare la realtà , almeno di renderla « leggibile » . Come dicono i Wu Ming : « ci sono segreti che si possono dire solo trovando le parole giuste e una storia per raccontarli » . Un autore che si riconosce in questo tipo di letteratura , Giancarlo De cataldo , in una intervista al quotidiano La Repubblica (giugno 2008) dica che  si tratta di una letteratura che , rifiutato «  il gaio gioco postmoderno » , esce consapevolmente dal recinto dell'introspezione e del solipsismo e «  punta costantemente il fuoco sull'Italia che é sotto gli occhi di tutti » , cioè quella dell'evasione fiscale ,dell'inquinamento ambientale , della corruzione , della criminalità organizzata . Un Paese con tali compromissioni e infiltrazioni mafiose di tutti i tipi che sembra quasi impossibile estirparle .  Massimo Carlotto , secondo Wu Ming , é uno degli autori che possono essere , a giusto titolo , assimilati alla NIE . Certo Giulio Ferroni nel suo pamphelet Scritture a perdere , del 2010 afferma che etichette come la NIE sono « pretenziose e senza senso » e condanna l' « insopportabile arcadia truce del noir » che , secondo lui , con la pretesa di raccontare l'Italia e i suoi mali « non da luogo ad altro che assuefazione al già dato , trasforma la violenza e le trame criminali in ripetitivo consumo dell'ineluttabile »4. Ma la NIE non concerne tutto quello che in Italia si é soliti chiamare letteratura « noir » , da Faletti agli imitatori dei romanzi americani a base di serial killers e poliziotti violenti e Massimo Carlotto non può essere liquidato da giudizi così sommari . Come ha messo in evidenza Claudio Milanesi nei molti interventi a convegni e in diversi saggi , Carlotto all'inizio , per esempio nei romanzi del ciclo dell' « Alligatore » - un suo controeroe ricorrente – racconta la faccia nascosta del miracolo economico che trasforma il Nord-Est negli anni ottanta-novanta del secolo scorso5. Lo fa utilizzando  il « noir » come una forma di narrazione sovversiva , una contronarrazione che si fa letteratura della realtà . Se l'Alligatore ha una lontana parentela con i « vendicatori sociali » di tanta letteratura popolare dall'ottocento in poi é perchè , come dice lui stesso in un intervista alla Repubblica :

 

« Un buon personaggio deve essere controverso , problematico , non deve avere risposte , ma solo domande . I miei protagonisti ….sono quasi tutti sconfitti ,gente però che non si arrende . Sono crociati della verità …..La gente vuole sapere , chi lotta per fare un pò di luce dentro i nostri mille misteri conquista l'affetto della gente.»6

 

A partire da un certo punto però , per Carlotto diventa evidente che bisogna passare dal « noir » - diventato o avviato a diventare solo letteratura di intrattenimento , consolatoria – a qualcosa d'altro . Nel marzo del 2001 avevo invitato a Monpellier e all'Università Paul Valery Massimo Carlotto e alcuni altri autori, Loriano Macchiavelli , gli spagnoli Lorenzo Silva e Maria Antonia Olliver e i francesi Gilles Del Pappas e Lilian Bathelot per discutere del futuro del « noir » mediterraneo. Di tutti gli autori presenti Carlotto era il più critico, pur essendo ancora convinto , come dirà qualche mese dopo alla Repubblica , che « con il 'noir' il romanzo ha la possibilità di tornare all'impegno civile, alla lotta politica e culturale, alle scelte scomode e al coraggio di essere autori e interpreti ». Nella discussione a Montpellier Carlotto aveva espresso i suoi dubbi dicendo che ormai quando andava a presentare un libro i lettori gli chiedevano di più e spesso portavano del materiale su problemi che andavano dalla corruzione all'inquinamento chiedendogli di utilizzarlo in qualche libro « visto che tanto i giornalisti non vogliono o non possono farlo » . E' probabile che nei suoi dubbi si riflettesse anche quello che Jean Patrick Manchette aveva detto della grande stagione del « noir » americano degli anni venti/cinquanta dello scorso secolo  e cioé « che il grande periodo del 'noir' americano é quello della controrivoluzione trionfante (1920-1950) e specialmente nei suoi esiti : i fascismi e la guerra…. ». Recentemente Claude Mesplède ha scritto che :

 

« Quando il romanzo 'noir ' nasce alla fine del 1922 la rivolta collettiva é consumata . Il salariato ha perso la sua battaglia emancipatrice e la solo funzione di questa letteratura popolare sembra ormai essere solo quella della testimonianza ».7

 

 E'quello che Roman Polanski mette in scena nel suo capolavoro , il film « noir » Chinatown  del 1974 ma che si svolge nella Los Angeles degli anni quaranta del novecento . Nel film il regista , scappato dalla Polonia comunista fa i conti con il capitalismo americano riprendendo i temi e i personaggi del grande Dashiel Hammet e , nella scena finale , un poliziotto dice al detective , interpretato da Jack Nicholson , che ormai ha capito che é il male a trionfare e che lui non può farci niente , ma vorrebbe ancora provarci : « Lascia stare , é Chinatown ! » . Cioé il caos , la legge del più forte , l'ordine fondato sul disordine e sulla prevaricazione . Questo ruolo di testimone lucido e pessimista va stretto a Carlotto  che pure era riuscito proprio con l'utilizzazione del genere « noir » e utilizzando la lezione  del grande scrittore marsigliese Jean Claude Izzo (1945/2000) a sfuggire  ai difetti che nel 2001 (ancora!) Valerio Evangelisti  trovava nel « noir » italiano . Intervistato da Serge Quadruppani , Evangelisti dice che : « Il 'noir' italiano é molto meno politicizzato che quello francese . Può mostrare dei disfunzionamenti ,denunciare connivenze fra lo Stato e il crimine organizzato , attaccare la corruzione . Ma quasi mai critica il sistema nei suoi tratti strutturali . E' essenzialmente socialdemocratico , o anche soltanto democratico »8. Già nel 2001 Carlotto ha ben chiaro che bisogna scrivere storie di ampio respiro , capaci di mescolare al romanzo (alla scrittura romanzesca ) l'indagine efficace sulla tardomodernità reazionaria dell'Italia contemporanea . Capisce anche che questo compito non lo può assumere da solo e sempre più spesso scrive in collaborazione , con Marco Videtta , con Francesco Abate , con il collettivo Mama Sabot . Dopo aver pensato quindi per molti anni , come scrive sul quotidiano Il Manifesto :

 

« ….che il 'noir' e il poliziesco italiano erano la letteratura della realtà ….a partire dalla convinzione che raccontare una storia criminale  che si sviluppava in un tempo e in un luogo era una scusa per decrivere quella sociale , politica , storica e economica che circondava gli avvenimenti narrati nel romanzo . In realtà é stato vero solo in parte perché , al di là delle dichiarazioni di intenti , non é mai stato affrontato il problema principale e cioè la natura stessa  del crimine e il suo ruolo in questo preciso momento storico . E politico ….Oggi il 'Noir mediterraneo' come l'aveva inteso Jean Claude Izzo é morto e sepolto e non ha nemmeno senso continuare a parlarne se non nella prospettiva di conservazione della memoria di una svolta importante »9 .

 

In un altro intervento del 2013 che vale la pena di citare per intero , Carlotto insiste e mostra affinità con i Wu Ming e anche la cosapevolezza che ormai occorra trovare nuove forme per intervenire sulla realtà :

 

« Col tempo ho riflettuto sul fatto che la società é così complessa che occorre far intervenire tutti i generi letterari a raccontare quello che sta accadendo . E' questo il passaggio da una letteratura della crisi – perché il 'noir' é stato il genere che più di altri ha saputo raccontare e persino anticipare la crisi – ad una letteratura del conflitto , in grado di raccontare  il conflitto non solo politico , economico , sociale , ma anche ,direi , antropologico che la crisi ha scatenato agendo in profondita nelle nostre società . Ovviamente per far questo il 'noir' non basta più »10.

 

In un paese in cui , per dirla con Jean Marie Lévêque « la dittatura dei mercati ha potuto affermarsi proprio grazie al non più esistere di un'opposizione degna di questo nome » e in cui « si é praticato sistematicamente il disinnesco di qualsiasi pensiero radicale e critico anche e soprattutto per opera degli ex-comunisti » una letteratura del conflitto é essenziale non soltanto come resistenza attiva , ma anche per rilanciare un pensiero critico e far si che le talpe , vecchie e giovani , continuino a scavare!11 
Perdas de Fogu , pubblicato da Carlotto e da un collettivo di scrittori e giornalisti d'inchiesta ( Mama Sabot= sabotaggio ) nel 2008 é un primo tentativo in questo senso . Lo scrittore ( e la scrittura ) svolge il ruolo che il giornalismo d'inchiesta ha abbandonato e racconta la realtà sotto forma di fiction , ma senza romanzarla . Come scrive MariaLaura Chiacchiarelli questo romanzo « noir » di Carlotto riorienta le finalità del genere da evasione/intrattenimento a denuncia/coinvolgimento e si assume le funzioni dismesse dai giornalisti di inchiesta  . Un romanzo scomodo che colpevolizza letteralmente tutti , lettori compresi :

 

« ….una società civile , assente , omertosa e sottomessa , resa facilmente ricattabile dalla mancanza di lavoro » .12 

 

La storia si svolge tra una Cagliari metropoli insulare, in preda alla disoccupazione e alla droga e il poligono di tiro della NATO di Salto di Quirra , quasi 13.000 ettari in cui vengono provate armi di tutti i tipi e anche sostanze tossiche che hanno effetti devastanti sulle persone e sulla natura , ma nessuno sembra preoccuparsene  . Carlotto e il gruppo di scrittori e giornalisti informati dei fatti che si fanno chiamare colletivo Mama Sabot lanciano l'allarme sulle «  nanoparticelle » , dei killers spietati lasciati come residuo dalle munizioni a uranio impoverito utilizzato da anni , forse da decenni , nel poligono di tiro . Come scrive Benedetto Vecchi , le nanoparticelle e i loro effetti devastanti sono « le protagoniste indiscusse  di Perdas de Fogu , un noir sviluppato attorno ai tentativi di nascondere  i loro effetti e di come il poligono militare sardo é usato per sperimentare sistemi d'arma di ogni tipo eccetto quelle batteriologiche , al riparo da ogni controllo pubblico »13. In un intervista data al settimanale Left in occasione dell'uscita del libro Carlotto spiegava : « Abbiamo scritto 1500 pagine d'inchiesta per preparare il romanzo Ho parlato con il mio socio di sempre Francesco Abate , ma in due non c'é l'abbiamo fatta , allora ci siamo messi in tre , poi in quattro …..Alla fine siamo diventati dieci : é nato questo gruppo che si chiama Mama Sabot …. »14 . Quando nel 1976 la rivista Sapere aveva pubblicato un denso numero dedicato all'ICMESA di Seveso , Lucia Martini aveva scritto : « Con l'assoluta incapacità di rappresentarsi la storia nei suoi nessi compositivi dati , la borghesia totalizza il suo sistema  e concepisce le leggi del capitalismo come leggi naturali e metastoriche ; di conseguenza concepisce la possibilità della crisi generale del capitalismo solo in termini di fine della civiltà dell'uomo » . A Perdas de Fogu vengono sperimentate armi terribili non perché non ci si renda conto della loro pericolosità sull'ambiente e sulle persone , ma perché non ci si pone nemmeno il problema . Tra i personaggi del romanzo non ci sono personaggi positivi : sono tutti più o meno « cattivi » , tutti legati a istituzioni , centri di ricerca , multinazionali , governi , forze dell »ordine » , globalmente cattive . Secondo Carlotto questo tipo di situazione , l'inquinamento di un territorio vastissimo destinato in pratica ad una desertificazione umana senza che ci siano proteste di massa e che se ne parli  é dovuto al fatto che il giornalismo investigativo , quello che allertava l'opinione pubblica e poteva costringere la politica a intervenire é stato ormai sconfitto e imbavagliato . Come gli altri libri di Carlotto , ma introducendo la necessità di un grande lavoro di documentazione e di scrittura collettiva questo é un romanzo assolutamente non consolatorio  e che corrisponde a quanto affermato dallo scrittore progressista americano Russel Banks «  La funzione dello scrittore e di fare in modo che nessuno possa ignorare il mondo e che nessuno possa dirsene innocente »15. La storia raccontata  da Carlotto e dai suoi sodali é quella di una di quelle parti d'Italia in cui lo stato di diritto é sospeso , come la « terra dei fuochi » in Campania o la Valle di Susa per la costruzione della linea TAV . In questo caso ogni tentativo di avvicinare e rendere pubblica la verità é impedito , anche usando la corruzione e la violenza , da esponenti politici e da manager dell'industria militare che si servono dei servizi segreti e delle forze dell'ordine ( ! ) come esecutori materiali .  Attorno alle nanoparticelle ruotano disertori dell'esercito italiano ( Pierre scappato dall'Afghanistan perché sorpreso a spacciare , residente in Montenegro , ma ricattabile dai servizi italiani ) , piccoli malavitosi sardi , politici regionali di grandi ambizioni , ufficiali dei servizi in lotta gli uni contro gli altri per questioni di potere e investigatori privati pronti a tutto per denaro .  C'é una ricercatrice che ha capito quello che succede , ma che non ci pensa nemmeno a renderlo pubblico e vuole soltanto far carriera . Pierre é inviato per spiarla e da li la storia avanza verso la morte inevitabile della ricercatrice e di altri personaggi . Pierre si salva , ma solo per tornare in Montenegro a riprendere il suo lavoro di spacciatore e ad aspettare che i servizi si accorgano che é ancora in vita . Come ho già detto , non ci sono innocenti e l'Italia che questo romanzo fotografa « non é un paese che ha bisogno di eroi , ma di opportunisti che vivono alla giornata e che per sopravvivere sono disposti a tutto . Un noir che vuole presentarsi come  prosecuzione potente del giornalismo d'inchiesta non può tuttavia abbellire la realtà »16. Nel romanzo di Carlotto non c'é indagine , ma c'é piuttosto uno «  disvelamento » della realtà e , naturalmente , non ci sono valori positivi . Come dicono i Wu Ming « accade in Italia » ( in effetti nel mondo ) e per questo bisogna raccontare « le lacerazioni , il divergere e divenire caotico , le deterritorializzazioni e riterritorializzazioni nel corpo frollato di un paese implodente , razzista e illividito » . Per questo , per entrare brevemente nel dibattito , sono d'accordo con i Wu Ming  che più che parlare di « metafora » occorra parlare di « allegoria » : il Perdas de fogu di Carlotto é una perfetta allegoria dell'Italia contemporanea . Senza redenzione possibile , a meno che ….,  come scrive Girolamo De Michele in Carmilla «  la denuncia non passi alla strada » .                                                                                                                          

                                                                 

 

1.    I testi dei Wu Ming sono pubblicati da Einaudi , ma é preferibile caricarli gratuitamente e in PDF sul loro sito wumingfoundation.com/giap o sul sito della rivista on line Carmillaonline di Valeria Rvangelisti che pubblica , in un apposita sezione anche tutto il dibattito successivo con numerosissimi link .

2.    Allegoria 57 , 2008 , p.7 .

3.    Almanacco Guanda 2008 ,Il Romanzo della Politica. La Politica nel Romanzo , p.3 .

4.    Giulio Ferroni ,Scitture a perdere .La letteratura degli anni zero . Bari , 2010 .

5.    Consiglio di leggere almeno :

               Claudio Milanesi ,Franchir les frontières , subvertir les règles . Deux romans et une nouvelle de Massimo Carlotto , in « Cahiers d'études romanes »,n° 9 ,2003 , pp.89/102 . Leggere anche l'introduzione al numero intitolato Subvertir les règles : le roman policier italien et latino-américain , dello stesso Milanesi ;

               Claudio Milanesi ,Il romanzo poliziesco . La storia  . La memoria , introduzione a un volume che raccoglie moltissimi interventi a seminari e a convegni svoltisi a Aix en Provence , pp. 13/27 , Milano , Astrea , 2009.

6.    « La Repubblica » , 3.8.2001 .

7.    Claude Mesplède,Du roman au film noir , in Mouvements 67 , 2011 Du polar à l'écran normes et subversion , pp.12/18 ;

         la rivista Mouvements nel 2001 ,n°15/16 aveva già pubblicato un importante dossier Le polar . Entre critique social et désenchantement con un articolo di Laurent Lombard su Le roman policier italien : entre mystère et silence pp.59/67.

8.    Serge Quadruppani ,Portes d'Italie . Dix-huit nouvelles noires de l'Italie d'aujourd'hui. Entretien-préface avec Valerio Evangelisti , Paris , 2001 , p.10.

9.    Citato da Monica Jansen nell'introduzione a Noir de noir ,Università di Anversa , 2006 , p.10.

10.  Quando  della citazione non é precisata la fonte  , si tratta di testi che provengono dal sito di Massimo Carlotto www.massimo carlotto.it Il portale del noir .

11.  Il testo di Lévêque ,L'italia come mondo atono:alcune considerazioni politico-filosofiche su Alain Badiou ( e non solo ) , apparso nel 2011 sul sito della rivista on line Kainos é oggi reperibile sul sito sinistrainrete.info .

12.  MariaLaura Chiacchiarelli , Perdas de Fogu .Il mediterraneo di Carlotto si tinge di nero ,in Hanna Serkowska , a cura di ,Finzione Cronaca Realtà . Scambi, intrecci e prosprettive nella narrativa italiana contemporanea, pp.269-282 .

13.  Benedetto Vecchi , Gli invisibili Killers spietati della democrazia made in Italy , Il Manifesto 19.11.2008 .

14.  Intervista su Left/Avvenimenti 7-11-2008

15.  Riprendo questa citazione dall'articolo di Claude Mesplède di cui ho già parlato .

16.  Benedetto Vecchi , citato .

       

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